Dopo meno di due mesi dalla scomparsa della zia Maria, anche il caro zio Vasco ci ha lasciati per raggiungerla in Paradiso.
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| Maria Giovannini e Vasco Vichi nel 1943 |
Anche se non vedevo lo zio da molto tempo, ricordo ancora le domeniche della mia giovinezza quando, il pomeriggio, un appuntamento per me imperdibile era quello di suonare al campanello di casa Vichi dove lo zio mi aspettava per vedere la partita del Siena. Che bei ricordi! Da dietro i vetri della finestra si godeva lo spettacolo del calcio da una postazione invidiabile e privilegiata. I giocatori si affannavano dietro al pallone e noi (spesso c'era anche lo zio Nino e il mio babbo) seguivamo tutte le azioni commentando gli errori, esultando per una rete o rammaricandoci per una sconfitta, fuori dalla calca dei tifosi "normali", al riparo di una casa accogliente che ci permetteva di vedere la partita come se fossimo davanti ad un televisore vivente, incuranti del freddo o della pioggia che, là fuori, intirizziva gli spettatori e a noi, con le mani premute contro il calorifero non faceva né caldo né freddo; addirittura, nell'intervallo, la zia mi portava la merenda, mentre lo zio Vasco, tirava fuori sempre un qualche vinello speciale da far assaggiare agli ospiti...
Quagli anni sono passati ormai, volati via da diversi decenni ma ricordo sempre lo zio Vasco, al di là del suo essere sposato con la sorella più legata alla mia mamma, come una persona gentile, amabile, affettuosa, disponibile e discreta. Un vero signore.
Abbracciando Rosella, colpita da due lutti così gravi in brevissimo tempo, posso solo assicurarla che Maria e Vasco, i suoi amati genitori e i miei cari zii, resteranno per sempre nel mio cuore. Prego il Signore che, accogliendoli e riunendoli in sé, conceda loro l'eterno, meritato, riposo.


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